Ma se preghiamo perché una persona possa sperimentare una morte serena quando la stessa persona è già morta, significa forse che possiamo salvare anime che sono già all'Inferno?
No, ciò che è perso, è perso; le grazie ottenute da una tale preghiera verranno ridistribuite altrove per lo stesso scopo, perché altri possano beneficiare di una morte serena.
È possibile che il Signore salvi qualcuno dalla dannazione eterna sapendo che in un momento del futuro qualcuno pregherà per lui?
Dal momento che la misericordia di Dio è infinita, non vedo perché ciò non possa accadere.
Quanto seriamente dovremmo prendere le ultime volontà di un moribondo?
Ritengo che a tre precise condizioni queste volontà debbano essere prese molto seriamente e che si faccia di tutto perché vengano rispettate ed eseguite. A queste condizioni riterrei queste ultime volontà sacrosante.
Questo perché Dio permette a colui che è in procinto di morire di vedere le cose in modo molto diverso da quando era vivo e, per così dire, in grado di controllarle. Le condizioni a cui alludo sono le seguenti:
La persona godeva, al momento del trapasso, delle piene facoltà mentali.
Il desiderio espresso, visto oggettivamente, era di natura buona.
La persona morì relativamente in pace.
Se vigono queste tre condizioni, allora dobbiamo certamente adempiere a quanto richiestoci.
Se qualcuno dovesse violare od ostacolare le ultime volontà di una persona, questo atto che può essere paragonato ad un furto nei riguardi del defunto, è ritenuto più grave dello stesso atto compiuto nei riguardi di una persona vivente?
Sì, Dio lo ritiene molto più grave perché il defunto non può più verificare se le sue volontà sono state rispettate o meno.





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