Maria, lei ha fatto tanto per le anime del Purgatorio! Alla sua morte ci sarà una folla immensa di anime a scortarla in Paradiso e non avrà da….
Oh, no. Non posso pensare di andare in Paradiso senza una sosta in Purgatorio. Sa, ogni colpa si somma. Nostro Signore mi ha reso pienamente consapevole di tutto questo attraverso i miei contatti con le anime del Purgatorio e perciò la mia responsabilità è tanto maggiore. E nella misura in cui siamo consapevoli dobbiamo soffrire. Comunque, spero in un piccolo aiuto da parte loro. (risata)
Che cosa succede a coloro che si suicidano? Queste anime l'hanno mai visitata?
Si, molte volte. Cosa avviene di loro dipende totalmente dalla ragione per cui hanno compiuto questo gesto. Ho avuto molte richieste da parte dei loro familiari, ma finora uno solo si è perduto. Nella maggioranza dei casi sono più colpevoli gli altri, che li hanno portati alla disperazione o perché li avevano diffamati o perché si erano rifiutati di aiutarli o perché li avevano emarginati; in questi casi sono certamente più colpevoli gli altri. Comunque, gli stessi suicidi mancati si pentono di essere arrivati a tanto. Spesso è una malattia che li porta al gesto sconsiderato. Se si affronta nel modo giusto la persona sana, è raro che poi voglia ugualmente tentarlo.
È mai stata visitata da morti per overdose? Queste anime si perdono?
Sì, alcune mi si sono presentate. Anche qui cosa avviene di loro dipende dalle circostanze in cui morirono. Quando sono all'ultimo stadio di intossicazione possono fare ben poco, a meno che il Signore non intervenga potentemente. In molti casi i medici dicono giustamente: “Fu solo la droga”. Eppure, anche queste anime hanno molto da soffrire. Le droghe pesanti sono chiaramente di Satana, per cui sono assolutamente necessarie preghiere contro quei demoni. E' consolante il fatto che vanno aumentando i casi di guarigione totale senza le terribili crisi da astinenza; ciò è sempre opera della Madonna e di S. Michele che mettono in fuga le milizie di Satana. Gli spacciatori si dorranno molto delle loro passate malefatte durante l'espiazione e la riparazione in Purgatorio, sempre che non siano dannati del tutto.
Le è mai capitato il caso in cui una persona si sia salvata in punto di morte per un'improvvisa e radicale conversione?
Ricordo un signore che venne da me con due nominativi per sapere cosa ne era di loro. Quando gli chiesi di raccontarmi qualcosa di queste persone, si rifiutò dicendo che mi aveva fatto questi nomi per vedere se dicevo il vero. Gli dissi: "D'accordo, mi dia tempo" e aspettai che una o l'altra anima si presentasse. Dopo circa un mese l'uomo ritornò chiedendomi se avevo delle risposte da dargli. Le avevo. Un'anima, quella di un uomo, era negli strati più profondi del Purgatorio da cui non poteva ancora emergere mentre l'altra, di una donna, era volata subito in Paradiso senza alcuna sosta in Purgatorio. Gli feci vedere le testuali parole che avevo annotato nel momento in cui le avevo ricevute ed egli ebbe uno shock. Mi disse che ero una mistificatrice. Gli chiesi come potesse dire una cosa del genere e insistetti perché mi raccontasse di queste due persone, un uomo ed una donna. L'uomo era un sacerdote. Secondo il mio ospite il migliore, il più pio sacerdote della sua zona, sempre in anticipo per la Santa Messa e l'unico ad attardarsi in chiesa dopo la funzione, una persona eccezionale a parer suo. La donna, invece, aveva condotto un'esistenza squallida: l'uomo si dilungò nel descrivere i suoi vari e numerosi peccati per convincermi e, a dire il vero, incominciavo quasi a credergli. Per cui decisi di chiedere alle anime ulteriori spiegazioni. Forse avevo scambiato le risposte, attribuendo quella di una all'altra persona. Dopo qualche tempo ci giunse la seconda risposta assolutamente identica alla prima: l'uomo era nel più profondo del Purgatorio mentre la donna era andata subito in Paradiso!
Venne anche la spiegazione: la donna, che era deceduta per prima, era morta sotto un treno per un banale incidente. Nel momento in cui si vide persa ebbe il tempo di dire al Signore: "E' giusto che Tu mi prenda perché così non potrò più offenderti". Questo unico pensiero fece sì che tutto il suo passato di peccato le fosse condonato. Andò direttamente in Paradiso senza passare dal Purgatorio.
Il sacerdote, invece, era come lo aveva descritto l'amico, ma non tralasciava mai di criticare chi non andasse a Messa in anticipo come lui; si era opposto alla sepoltura di questa donna nella zona consacrata del cimitero per la cattiva reputazione che aveva tra i suoi parrocchiani. Per le sue critiche continue ed i suoi giudizi come questo riguardante la donna, si trovava agli ultimi gradini del Purgatorio.
Non dobbiamo mai, mai, giudicare o arrivare a conclusioni in base a ciò che pensavamo di sapere. Il mio ospite riconobbe queste verità, chiese umilmente perdono e se ne andò soddisfatto per le notizie da portare a chi le aspettava con ansia a casa.
È possibile sapere attraverso qualche segno se la persona appena deceduta in nostra presenza sia andata direttamente in Paradiso?
Forse, ma questi segni non dicono sempre tutto. È certo, tuttavia, che se una persona muore male, nel terrore e con la rabbia e anche in modo violento, le spetterà certamente tanta sofferenza, sempre che non sia dannata del tutto. Andrei cauta anche per quanto riguarda il caso opposto. Non è detto che se la persona muore in pace, addirittura nella gioia, essa vada automaticamente in Paradiso. Questo vale anche per i grandi santi tra i quali io e milioni di altre persone collocheremmo Padre Pio. Ebbene, anche costui ebbe a fermarsi per qualche tempo in Purgatorio. Le morti serene sono bellissime e portano a ciò che è bello, mentre le morti brutte sono orribili e portano ad una grande sofferenza. Comunque, come ebbi già modo di dire, essere più precisi a questo riguardo è perlomeno rischioso.
Qual è la reazione di Dio di fronte a chi dona la propria vita per il fratello?
Le anime mi hanno detto che offrire la propria vita per un altro, sia prendendo il suo posto che perdendola nel tentativo di salvarlo, è sempre una morte santa. Ciò significa che un tale gesto cancellerà tutto ciò che andava ancora riparato.
Circa vent' anni fa, conoscevo un giovanotto, mio vicino di casa, che non era particolarmente devoto. Ma era generosissimo d'animo, sempre pronto ad aiutare tutti. Un giorno d'inverno, in cui imperversava una bufera di neve, egli sentì gridare aiuto. Si precipitò fuori come al solito senza la minima esitazione, contro il parere della madre che sperava andasse qualcun altro. Appena ebbe messo piede fuori dalla porta fu travolto da una valanga di neve soffice che lo soffocò. Il suo corpo fu trovato solo il giorno dopo. I suoi compagni mi dissero allora che non avrebbero voluto morire come era morto lui con tutto quello che aveva sulla coscienza. "Per quanto possiate temere" risposi, "state certi che, per il fatto stesso che sia morto nel tentativo di salvare qualcuno, la possibilità di una morte in peccato mortale decade. La sua è sempre una morte santa". Un paio di giorni dopo mi apparve dicendomi che gli occorrevano solo tre Messe per essere liberato dal Purgatorio. Poiché non ero del tutto convinta, aggiunse: "Sì, dal momento che sono morto nel tentativo di salvare un'altra persona, Dio si è assunto tutto il resto". Poi aggiunse: "Se fossi vissuto non avrei mai avuto la possibilità di provare una morte così bella".
Ci dev’essere allora una differenza tra coloro che muoiono per salvare altri e coloro che muoiono per un gesto sconsiderato.
Certamente! Se uno muore solo per il fatto di essersi messo in una situazione di grave rischio non significa che fosse giunto il suo momento. Se la persona ha un incidente in cui non ha alcuna colpa, allora è Dio che lo ha preso per sé. Ma se è andato a cercarsi volutamente una situazione di pericolo, ebbene è colpevole di essersi procurato la morte. So di un giovane che morì a Vienna in un incidente di moto perché aveva violato il codice stradale. Mi disse, qualche tempo dopo, che se fosse stato più attento il Signore gli avrebbe concesso altri trent'anni di vita. Quando gli chiesi se fosse stato pronto per l'eternità, mi rispose di no, ma aggiunse che Dio dava ad ognuno la possibilità di pentirsi, a meno che la persona consapevolmente Lo rinnegasse. E questo giovane davvero si pentì di tutto.
Quando moriamo la nostra anima vede la Luce di Dio chiaramente e in tutta la sua pienezza?
No, non in modo chiaro, ma abbastanza da voler andare incontro a questa Luce. La chiarezza e pienezza sono relativi allo stato in cui si trova l'anima in quel momento.
Quando preghiamo perché una persona muoia serenamente è davvero possibile che questo avvenga?
Dio è forse sordo? Le nostre preghiere servono persino quando la persona che ci interessa è morta da tempo. Dio e la preghiera non subiscono limiti di alcun genere e tantomeno di tempo. Dio è presente, che si tratti di cinquant' anni fa o fra cinquant' anni. Egli ci aiuterà tanto quanto confideremo nel Suo aiuto, né più né meno.
(Tratto da Fateci uscire da qui - Maria Simma risponde a questa chiamata delle anime del Purgatorio).
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Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi
prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. Voi siete stati scelti
per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il
nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra,
vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro e il futuro è di Dio.
Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo
che vi ha creati. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. (Messaggio del
25 Marzo 2021). (Con approvazione ecclesiastica). |

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