Vidi il trono dell'Agnello di Dio. Davanti al trono un grande libro, che mi fu aperto affinché lo leggessi. Era scritto col sangue e non riuscii a interpretarvi se non il nome di Gesù. Quando il libro fu tolto, udii queste parole: «Testimonierai la mia misericordia, che è infinita. In questo libro, sono segnate le anime che diedero un particolare culto alla mia misericordia». Scorgendo quanto sia grande la bontà di Dio, s'impadronì di me un'immensa gioia.
Oggi, in spirito, venni portata in paradiso. Contemplai quell'inconcepibile bellezza e la felicità che ci aspetta dopo la morte. Vidi tutte le creature esaltare incessantemente la gloria di Dio. Vidi quanto sia grande la felicità che da Dio si riversa su di esse, portando loro un'infinita gioia, che poi fa ritorno alla sorgente. Ogni gloria e onore provengono dal dono di una simile felicità e tutto rientra nelle profondità divine. Le creature contemplano Dio nella sua essenza: Padre, Figlio, Spirito Santo, che esse non penetreranno mai fino all'esaurimento, perché un simile esaurimento non esiste. Adesso capisco come San Paolo poté scrivere: «Occhio non vide, orecchio non udì, né mai entrò in cuore d'uomo ciò che Dio prepara per coloro che lo amano». Incomparabile è la gloria che aspetta l'anima la quale, sulla terra, assomiglia a Gesù nel suo soffrire: gli assomiglierà per sempre anche nella gloria. Il Padre celeste glorificherà le nostre anime nella misura in cui scorgerà dentro di noi una rassomiglianza con suo Figlio.
Inconcepibile è la felicità del paradiso. Non la potrei descrivere neppure approssimativamente. Le anime sono penetrate dalla divinità e ne vivono, passando da uno splendore all'altro di una luce che non cambia mai, senza per altro essere mai monotona. È una luce che sempre si rinnova, ma non subisce mutamenti. O Trinità divina, fatti conoscere alle anime!
O Trinità santissima, Dio eterno, ti ringrazio d'avermi fatto conoscere l'immensità e la varietà di gloria a cui pervengono le anime. Se le persone che vivono quaggiù sapessero! Se a me fosse dato di conseguire un grado in più di quella gloria, sopporterei volentieri tutti insieme i tormenti che i martiri hanno sofferto. In verità, tutte insieme queste sofferenze sembrano nulla in paragone con la gloria che ci attende nell'eternità!
È così. Ogni cosa uscita da Dio a lui farà ritorno, tributandogli una gloria perfetta. Quando rifletto al culto che quaggiù rivolgiamo a Dio, lo trovo molto misero: è una goccia in confronto della gloria ch'egli riceve in cielo. Mio Dio, quanto sei buono accettando la mia adorazione! Quanto sei clemente, volgendomi misericordiosamente la tua faccia e facendomi conoscere che la nostra preghiera ti è gradita! (Tratto dal Diario di Santa Faustina Kowalska - Il Paradiso).
