Cari figli, anche oggi vi invito all'abbandono totale a Dio. Cari figli, non siete consapevoli del grande amore con cui Dio vi ama: è per questo che mi permette di essere con voi, per istruirvi ed aiutarvi a trovare la strada della pace. Voi però non potrete scoprire questa strada se non pregate. Per questo, cari figli, lasciate tutto e dedicate il tempo a Dio, e Dio vi ricompenserà e vi benedirà. Figliolini, non dimenticate che la nostra vita passa come un fiorellino di primavera, che oggi è meraviglioso e domani non se ne trova traccia. Per questo pregate in modo tale che la vostra preghiera e il vostro abbandono diventino un indicatore di strada. Così la vostra testimonianza non sarà solo un valore per voi attualmente, ma per tutta l'eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! (Messaggio del 25 marzo 1988).
giovedì 3 aprile 2025
Natuzza Evolo e gli incredibili messaggi e profezie dalle anime defunte!
Io chiesi: “Che volete“? E l’uomo rispose: “No, figlia mia, non voglio niente. Sono venuto per farti una visita“.
Intanto notavo che l’anziano, coperto di cenci che pendevano, aveva gli occhi incredibilmente belli, erano verde intenso. Cercai di congedarlo rapidamente e dissi: “Sentite, se avevamo un morso di pane ve lo davo, ma non abbiamo niente, siamo poveri in tutto“.
“No figlia mia, me ne vado. Prega per me che io prego per te“, mi rispose andandosene con un sorriso bellissimo.
Pensai fosse un vecchio pazzo. L’angelo allora mi disse: “Tu sei una stupida, non ti ha chiesto niente, non ti ha detto niente, ha alzato la mano per benedirti. Chi poteva essere? Uno dell’altro lato!“.
Presa dalla paura replicai: “Un altro lato dove? della strada?“.
L’angelo rise e con voce pacata disse: “Era il Signore…si è mostrato così stracciato perché siete voi, il mondo, che l’avete stracciato e lo continuate a stracciare. Era Gesù“.
Figurati a me, piansi per tre giorni. Avevo trattato male Gesù, se sapevo che era Lui lo avrei abbracciato!
(testimonianza di Natuzza Evolo a don Cordiano)
L’interessante testimonianza appena riportata della mistica di Paravati, Natuzza Evolo, ci trasporta nella straordinaria quotidianità di “Mamma Natuzza“, come viene tutt’oggi amorosamente chiamata ed invocata.
Ella difatti era in continuo contatto con gli angeli (vedere l’articolo “Natuzza Evolo e gli angeli“), i defunti e con Dio.
Riceveva apparizioni, messaggi, ammonizioni, visite anche più volte al giorno, arrivando persino a scambiare le anime dei deceduti per persone vive: un caso emblematico risale a cavallo tra il 1944 e il 1945, quando la mistica senza volerlo fece fuggire spaventato un uomo che si era presentato da lei con altre persone, chiedendogli ingenuamente: “Scusate, ma voi siete vivo o siete morto?“.
Accanto alle apparizioni, la Evolo cadeva spesso in trance volute da Signore affinché i deceduti potessero comunicare al mondo attraverso di lei. L’avvocato Silvio Colloca, rinomato personaggio del tempo, raccontò d’aver sentito provenire dalla bocca di Natuzza una voce di bambino che intimava: “Vieni pure. Sono tuo zio Silvio“.
Il padre dell’avvocato aveva infatti perduto un fratello di otto anni nel 1874 e in sua memoria ne aveva dato nome al figlio.
Dopo l’iniziale smarrimento, Colloca iniziò a dialogare con il bambino in questione, chiedendo notizie dei suoi familiari deceduti. “Tranquillo, stanno bene” fu la risposta.
Sempre più sconvolto dalla discussione, l’avvocato tentò di scuotere la mistica per svelare un possibile trucco, ma un’altra voce candidamente disse: “Inutile che la scuoti, non si sveglia. Ora devo andare, il permesso è finito. Fatti una comunione per me“.
Ancora non smaltito lo stupore ed ecco presentarsi un’altra voce, questa volta rauca e sofferente, d’un suo parente massone: “Sono morto senza volere i Sacramenti, da massone. Soffro, non c’è speranza, sono giustamente condannato al fuoco eterno…sono sofferenze atroci e spaventose“. (Tratto da La Serva di Dio Natuzza Evolo e gli incredibili messaggi e profezie dalle anime defunte-1).
Un caso analogo fu quello di don Silipo, sacerdote scettico nei confronti di Natuzza, il quale ebbe occasione di parlare – sempre tramite la mistica di Paravati – con monsignor Giuseppe Morabito, vescovo deceduto da giorni.
“Diteci qualcosa dell’altro mondo!“, gli fu chiesto.
La voce con solennità rispose: “Ho conosciuto la cecità di codesto mondo, ora sono nella Visione Beatifica“.
A queste parole don Silipo decise di ricredersi del tutto, in quanto egli era l’unico a conoscenza della cecità che colpì il monsignore negli ultimi giorni di vita.
Queste trance divennero nel tempo sempre più frequenti e la gente del posto, venuta a conoscenza dei fatti, si recava spesso da Natuzza con la speranza di ricevere messaggi dall’aldilà.
Dorotea Ferreri Perri, una delle signore presenti, raccontò allo scrittore Valerio Marinelli quanto segue:
Ricordo che ad un certo punto la voce del marito di una donna che era là con noi le disse: “Mi hai dimenticato, io avrei bisogno di tante preghiere, di tanti aiuti“. La moglie rimase stupefatta e addolorata, continuando il discorso.
[…] Si presentò poi un bimbo che era morto in un incidente automobilistico, figlio di una marchesa di Vibo Valentia, il quale disse: “Io sono il figlio di…” e poi: “Mamma è in viaggio, sta per arrivare, però il mio turno è questo, ditele, vi prego, che non pianga più, che stia tranquilla, perché io prego per loro, io sono vicino a Dio e attorno gli angeli, sono in un luogo bellissimo pieno di fiori. Mamma arriverà tra poco, diteglielo che sono intervenuto“.
Non passarono molti minuti che la donna arrivò e, riconosciuta dai presenti, le fu riferito tutto. Ella si disperò per non aver potuto sentire il figlio.
I colloqui con i defunti tramite trance cessarono definitivamente nel 1960.
Quell’ultima occasione viene ampiamente descritta dal primogenito dei figli della mistica:
Si presentò la voce di una santa, mia sorella si ricorda che si trattava di Santa Teresa del Bambin Gesù.
E iniziò a rimproverarmi: “Tu non vai a messa e marini la scuola“, cosa vera perché spesso me la filavo a giocare a carte. “Ti devi comportare diversamente…“.
Papà a quel punto intervenne: “Fate bene a riprenderlo!“. Ma la voce lo ammutolì: “Zitto tu bestemmiatore!“.
Mio padre non disse più una parola, sentendosi in colpa per quelle volte che aveva perso la pazienza.
Poi altre voci si susseguirono; alla fine ci salutarono dicendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che venivano. “Ci risentiremo quando sarete tutti riuniti“.
Noi pensammo allora che intendessero una particolare occasione familiare, ma forse, con il concetto di riunione, intendevano qualcosa di molto più grande…
Nonostante questo speranzoso congedo, le visioni delle anime dei morti continuarono per tutta la vita.
(Tratto da La Serva di Dio Natuzza Evolo e gli incredibili messaggi e profezie dalle anime defunte-2).
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